Liberi, liberi....

Liberi, liberi….

Qualche sera fa a Virus, uno dei talk show meno blasonati ma tra i migliori del poco originale panorama televisivo, è stata dedicata una pagina ai partecipanti ad un concorso per 140 posti di funzionario tecnico al Catasto di Roma. Lo rivedete qui. Candidati da tutta Italia e soprattutto di tutte le età. Ora, se ad un concorso per un posto fisso partecipano giovani neodiplomati o neolaureati, tutto bene. Ma se tra i 25.000 aspiranti ci si ritrovano quaranta-cinquantenni, ingegneri, architetti e geometri anche con 20 e più anni di esperienza sul mercato c’è più di qualcosa che non va.

C’è che la libera professione, fino qualche tempo fa sinonimo di benessere e di un livello sociale di un certo prestigio, nella gara tutta italiana a diventare ceto medio (dove negli ultimi 40 anni molti si sono laureati e moltissimi si sono messi in proprio) si e trovata in brevissimo tempo travolta e risucchiata in una vera e propria palude di sofferenza. E con amarezza osservo che questo rapido declino si è compiuto proprio nel momento in cui il leader eponimo di questo ciclo dell’individualità, da speranza liberale si è trovato liquidatore di un’intera promettente stagione. Sulle corresponsabilità si esprimeranno gli storici.

Ma, sociologia a parte, non sarà anche che bisogna far fronte a tasse antropofaghe, dirette e indirette? Non sarà che la burocrazia, quando introduce una norma chiamata “snellimento di…” due righe dopo ti raddoppia oneri e adempimenti? Non sarà che quando ti trovi di fronte ad un interlocutore presso un qualunque ente pubblico, la forma prevale sulla sostanza ed, inevitabilmente, prima egli protegge se stesso e poi si comincia a ragionare sulle istanze del cliente? E poi gli anni di attesa per ottenere crediti dalla PA. E gli ordini professionali che solo raramente fanno gli interessi della maggioranza dei loro iscritti e molto più spesso quelli di pochi, scaltri insider. E la selezione oserei dire darwiniana che favorisce i grandi studi con collaboratori sottopagati rispetto a realtà poco più che individuali. Non c’entrerà per caso il malcostume del cliente medio che ti chiede di fare in fretta, di costare poco e di non porre ostacoli e mai si preoccupa della qualità e dei contenuti del servizio che un professionista offre?

Credo proprio di si.

Noi nel nostro piccolo andiamo avanti. Ma le interviste rilasciate dagli aspiranti accatastatori sono una di quelle spie che dovrebbero essere notate, e al più presto, da governanti accorti.

Aggiornamento del 6 marzo 2015. Mi arriva oggi il periodico dell’Ordine dei Geologi del Lazio. In ultima pagina leggo i dati riferiti al settembre-dicembre 2014: Nuove Iscrizioni: 2; Cancellazioni: 38.

Chi di dovere sarà all’altezza di riflettere su questi numeri?